Via col vento *

(film, USA 1939)

* con contributi tratti principalmente da Wikipedia

 

Regia: V. Fleming (+ G. Cukor e S. Wood)

Sceneggiatura: B. Hecht, S. Howard, S. Wood

Genere: drammatico / guerra / romantico

 

Attori:

Clark Gable: Rhett Butler

Vivien Leigh: Rossella O'Hara (Scarlett O'Hara, nella versione originale)

Leslie Howard: Ashley Wilkes

Olivia de Havilland: Melania Hamilton (Melanie Hamilton, nella versione originale)

Hattie McDaniel: Mami (Mammy, nella versione originale)

Thomas Mitchell: Gerald O'Hara

Barbara O'Neil: Ellen O'Hara

Evelyn Keyes: Suellen O'Hara

Ann Rutherford: Carreen O'Hara

George Reeves: Stuart Tarleton

Fred Crane: Brent Tarleton

Oscar Polk: Pork

Butterfly McQueen: Prissy

Victor Jory: Jonas Wilkerson

Everett Brown: Sam (Big Sam, nella versione originale)

Howard C. Hickman: John Wilkes

Alicia Rhett: India Wilkes

Rand Brooks: Carlo Hamilton (Charles Hamilton, nella versione originale)

Carroll Nye: Franco Kennedy, ospite (Frank Kennedy, nella versione originale)

Laura Hope Crews: Zia Pittypat Hamilton

Ona Munson: Bella Watling (Belle Watling, nella versione originale)

 

8 premi Oscar 1940:

  • migliore film
  • migliore attrice (a Vivien Leigh)
  • migliore attrice non protagonista (a Hattie McDaniel, la governante di colore, fu il primo Oscar dato ad un’attrice nera)
  • migliore scenografia
  • migliore fotografia
  • miglior regista
  • miglior montaggio
  • migliore sceneggiatura non originale

Inoltre 5 nomination:

  • migliore attore
  • migliore attrice non protagonista" (Olivia de Havilland)
  • migliori effetti speciali
  • migliore colonna sonora
  • miglior sonoro

2 Oscar speciali:

  • Oscar alla conquista tecnica per Don Musgrave
  • Oscar per il particolare uso del colore a W. C. Menzies

 

Via col vento è un film drammatico prodotto da David O. Selznick e distribuito dalla Metro-Goldwyn-Mayer.

La prima proiezione è avvenuta ad Atlanta in Georgia il 15 dicembre 1939, raccogliendo da subito un enorme successo. A fronte di un costo stimato in 4 milioni di dollari, è a tutt'oggi il film che ha avuto il maggiore incasso di tutti i tempi. Ha vinto otto premi Oscar più due premi Oscar speciali e ricevuto altre cinque nomination.

Nel 1998 l'American Film Institute ha collocato Via col vento al quarto posto della lista dei cento film più importanti (dopo Quarto Potere, Casablanca e Il Padrino).

Negli Stati Uniti è anche stato selezionato dal National Film Registry per la conservazione ed è stato riversato in forma digitale.

La sceneggiatura, in buona parte dovuta a Sidney Howard, è tratta dal romanzo omonimo di Margaret Mitchell, vincitore del premio Pulitzer nel 1937.

Ufficialmente la regia è attribuita a Victor Fleming, ma durante la produzione si sono succeduti George Cukor e Sam Wood. Lo stesso Selznick ha avuto una forte presenza nella direzione, così come su molti aspetti del film, tra cui anche la sceneggiatura.

 

Trama del film:

Sud degli Stati Uniti, anni '60 del XIX secolo. Il film narra la vita spensierata e mondana di una ricca famiglia di possidenti di origine irlandese, gli O'Hara, la loro proprietà, Tara, e i loro vicini, i Wilkes.

La minaccia del governo federale di abolire la schiavitù, fonte di manodopera a basso costo per la coltivazione del cotone, incita gli animi idealisti dei giovani sudisti ad abbracciare l'idea di una guerra per la secessione. Un noto e scaltro avventuriero di Charleston, Rhett Butler, li avverte della superiorità di mezzi degli stati del nord, ma l'orgoglio impedisce che venga ascoltato.

Nel frattempo la protagonista, Rossella O'Hara, nonostante le crescenti tensioni che condurranno a breve a tragici fatti, conduce una vita spensierata ed irresponsabile. È eternamente innamorata del romantico e idealista Ashley Wilkes, che però decide di sposare Melania Hamilton. Rossella sposa quindi un corteggiatore occasionale che non ama, Carlo Hamilton, rimanendo nel contempo affascinata dalla figura rude e decisa di Rhett Butler.

La guerra tanto desiderata finalmente arriva ma, dopo un iniziale successo dei sudisti, per il sud i tempi si fanno duri. Le perdite sono sempre più gravi e le truppe nordiste avanzano, distruggendo per sempre gli ideali sudisti. Rossella, che nel frattempo rimane vedova (anche se non eccessivamente dispiaciuta), è costretta a trasferirsi ad Atlanta dall'avanzata nemica. Qui incontra nuovamente Rhett e abbandona in breve lo stato vedovile, suscitando molti pettegolezzi. La situazione precipita quando l'esercito nordista si appresta ad assediare Atlanta, mentre Melania sta per dare alla luce un figlio. Rossella si vede malvolentieri costretta, per la promessa fatta ad Ashley di vegliare su Melania, a restare e assistere al parto.

Quando ormai la città è nel caos, Rhett Butler porta in salvo Rossella, Melania e la ex serva Prissy, attraversando, in una scena memorabile, la stazione in fiamme. Arrivati al bivio per Tara, Rhett si separa con l'intenzione di arruolarsi nell'esercito sudista, a guerra ormai praticamente persa.

Rossella trova la proprietà in pessime condizioni, i valori rubati, il padre malato e nulla da mangiare se non tuberi nel prato. Quando un nordista entra in casa per rubare, Rossella lo uccide, e con l'aiuto di Melania sotterra il cadavere.

Finalmente giunge la notizia che la guerra è finita, con la resa del sud. Ashley tornerà a casa, atteso dalla moglie ma anche da Rossella.

Uno dopo l'altro i reduci tornano a casa, e così Ashley. I nordisti impongono pesanti tasse sui terreni dei vinti, ma Rossella non si lascia sconfiggere e combatte con cinismo e determinazione per superare la crisi. Il padre, Mister O'Hara, nell'inseguire un nordista venuto a ricattare, cade da cavallo e muore.

Rossella, nella sua ambizione senza scrupoli, sposa il fidanzato di una sua sorella, Franco Kennedy, che ha avviato una piccola segheria, con l'intenzione di approfittare della richiesta di legname per la ricostruzione ed arricchirsi. Ancora una volta rimane però vedova, con il marito caduto in uno scontro a fuoco per un regolamento di conti.

Rossella allora non esita a rivolgersi a Rhett, che nel frattempo è stato in una prigione nordista, e a sposarlo. I due sembrano bene assortiti, entrambi cinici e pragmatici, e hanno una figlia, Diletta.

Rossella però non dimentica Ashley, suscitando i più accesi pettegolezzi in città. Sebbene Melania tolleri la cosa e sia sempre buona con lei, il matrimonio è in crisi. Il dramma culmina con la morte di Diletta per una caduta da cavallo, e infine con Rhett che lascia Rossella, rispondendo alla domanda "Se te ne vai, che sarà di me, che farò?" con la frase: "Francamente me ne infischio!".

Altrettanto memorabile è la frase conclusiva: "Domani è un altro giorno, e si vedrà", che riassume il personaggio positivo, pragmatico, sempre volto al futuro, mai perdente nonostante le dure prove vissute, di Rossella O'Hara.

 

Differenze tra il film e il romanzo

  • Nel romanzo Rossella ha avuto altri due figli che nel film non compaiono, così come sono stati eliminati alcuni personaggi alle Dodici Querce.

  • Prima di sposare Rossella, Carlo Hamilton nel romanzo è fidanzato con Honey, nel film con India.

  • Molti alleggerimenti sono stati apportati nel film al personaggio di Rhett Butler: è sottovalutata la descrizione del suo ruolo nel forzare il blocco imposto dai nordisti ai porti del sud, ed è minimizzata la sua relazione con la prostituta Bella Watling, anche lei resa molto più casta.

  • Nella notte in cui le mogli attendono il rientro dei mariti da Shantytown, Melania nel libro legge David Copperfield di Charles Dickens, mentre nel romanzo era I miserabili, di Victor Hugo.

  • Sono stati eliminati tutti i riferimenti al Ku Klux Klan.

 

Curiosità

  • I diritti per la trasposizione del romanzo best seller, furono pagati a Margaret Mitchell 50000 dollari dell'epoca.

  • David O. Selznick è stato definito un padre padrone del film. Vi dedicò a tempo pieno la sua creatività, curando ossessivamente ogni aspetto ed intervenendo personalmente nella sceneggiatura e nella direzione. Questo atteggiamento fu causa di contrasti personali, che lo portarono a cambiare ben dieci sceneggiatori, tra cui lo stesso Sidney Howard, unico citato, e tre registi: Victor Fleming, che ridotto all'esaurimento nervoso dovette sospendere per un periodo le riprese, George Cukor, licenziato dopo dieci giorni e Sam Wood.

  • Per la parte di Rossella furono provinate 1400 attrici, tra cui Paulette Godard, Katharine Hepburn, Joan Crawford, Bette Davis e Tallulah Bankhead.

  • Il ruolo di Rhett fu unanimamente ritenuto adatto a Clark Gable, che però era scritturato alla MGM. Selznick ottenne l'attore in prestito in cambio di una compartecipazione della Major alla distribuzione del film. Per convincere Gable, la MGM gli offrì i 400000 dollari che la moglie Ria Langham gli chiese per concedergli il divorzio.

  • La prima scena girata fu l'incendio di Atlanta, il 10 dicembre 1938. Furono girate quasi due ore di pellicola, da cui furono estratti i pochi minuti visibili nel film. Questa sproporzione era dettata dal fatto che l'occasione di ripresa fu unica, in quanto furono bruciate diverse scenografie di vecchi film tra cui la famosa porta del film King Kong del 1933.

  • La scena alla stazione, con una distesa interminabile di feriti, impiegò quasi mille comparse ed altrettanti manichini mossi dalle comparse stesse.

  • Diversi particolari di scenografie, tra cui i soffitti della villa alle Dodici Querce e parte della stazione ferroviaria erano semplicemente dipinti su un vetro sovrapposto all'inquadratura.

  • Nella versione originale inglese, la frase di uscita di Rhett è "Frankly, my dear, I don't give a damn.". Il termine "damn", traducibile con dannazione/maledizione, aveva una connotazione volgare e blasfema per l'epoca di uscita del film e offese la sensibilità di molti tra il pubblico. Selznick riuscì a dimostrare che il termine era si volgare, ma non blasfemo, e ottenne di pagare una multa mantenendo la frase invariata. In un sondaggio tenuto negli USA nel 2005 dall'American Film Institute, questa frase è stata eletta come la più memorabile nella storia del cinema. La traduzione italiana, molto più castigata è "francamente me ne infischio".

  • Hattie McDaniel, ottima interprete del personaggio di Mami, è stata la prima attrice di colore a vincere un premio Oscar. Si consideri che eravamo nell'america segregazionista degli anni '40 e la stessa McDaniel fu l'unica attrice del cast a non essere presente alla prima del film ad Atlanta. Olivia de Havilland ha avuto una nomination per lo stesso Oscar.

  • Nella traduzione italiana, i personaggi di colore hanno una voce che rappresenta lo stereotipo in voga negli anni del colonialismo, sgrammaticato e ottuso. Nella versione americana invece le voci sono in normale inglese con l'accento del sud.

  • Nella versione italiana, Rhett Butler (ovvero Clark Gable) venne doppiato da Luigi Vannucchi.

 

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