I n t r o d u z i o n e:
Via col Vento (Gone with the Wind ) è l’unico libro di Margaret Mitchell. Scritto nel 1936, l’anno successivo aveva già vinto il Premio Pulitzer ed ottenuto il riconoscimento come Libro dell’Anno negli USA con record di vendite invidiabili: 50.000 copie in un giorno e 1 milione e mezzo solo nel primo anno di pubblicazione. Venne tradotto in almeno 30 lingue, compreso il Braille (fu il testo narrativo più lungo mai tradotto in questo linguaggio), e fu, probabilmente, il film (1939) più popolare mai prodotto negli Stati Uniti.
Per comprendere le ragioni di tale incredibile successo, vale la pena illustrare qualche dato relativo alla vita dell’autrice e capire quanto profondi fossero in lei i temi ed i sentimenti che ne animarono la stesura, nonché quanto quegli stessi temi e sentimenti fossero ancora percepiti negli anni ’30 del XX secolo.
Margaret Mitchell nacque l’8 novembre 1900 ad Atlanta, nello stato della Georgia, proprio in quel sud degli USA di cui tanto celebra i valori che "il vento" della Guerra Civile si è portato via forse per sempre. La scrittura del romanzo le richiese ben 10 anni di lavoro durante i quali intrecciò dettagliati episodi di vita vissuta della Guerra Civile che fin da bambina aveva ripetutamente udito in casa (narrati soprattutto da suo padre, visto che era il presidente della Società Storica di Atlanta), mentre sullo sfondo del romanzo echeggiano tutti i rumori di quel conflitto che così profondamente segnò gli Stati Uniti. Il risultato fu un romanzo di oltre mille pagine scritte con la prospettiva del "perdenti" del sud.
Dopo la morte della madre, avvenuta quando Margaret non aveva neppure venti anni, la scrittrice lascia gli studi al college e torna a casa per accudire il padre ed il fratello. Si sposa una prima volta nel 1922 con Red Upshaw (che, secondo alcuni, ispirò la figura di Rhett Butler) dal quale divorziò per aver scoperto i suoi traffici illegali di alcol, e una seconda volta nel 1925 con John March. Poco dopo queste ultime nozze inizia a scrivere il romanzo. Godrà della celebrità che seguì l’opera solo per una decina d’anni, fino a quando, cioè, il 16 agosto del 1949 una macchina la investe uccidendola.
In Via col Vento la storia comincia poco prima dell’inizio della Guerra e termina durante la Ricostruzione. I personaggi principali sono Scarlett O’Hara (una proprietaria terriera di origine irlandese) e Rhett Butler (un capitano affascinante e misterioso, ma dalla pubblica condotta spesso equivoca), sicuramente tra i più popolari dell’intera produzione narrativa statunitense.
Background storico dell’opera
La Guerra Civile inizia nell’aprile del 1861 quando l’esercito Confederale (degli stati sudisti dell’Alabama, Florida, Georgia, Louisiana, Mississippi, Carolina del Sud, Texas), ormai costituitosi sotto una propria bandiera ufficiale (la "Croce del Sud"), attacca il Fort Sumter nella Carolina del Sud. Il presidente Lincoln dichiara la guerra: chiude i porti del Sud e sono 75.000 volontari che lo seguono. Gli stati della Virginia, dell’Arkansas, della Carolina del Nord e del Tennessee si uniscono presto alla Confederazione sudista, mentre Maryland, Missouri e Kentucky assumono una posizione problematica per Lincoln ed il suo successore, A. Johnson.
Nel 1862 Lincoln annuncia l’Emancipation Proclamation Act (con cui gli schiavi neri sono dichiarati liberi) facendo crollare ogni residua speranza dei Confederali di ottenere un qualche aiuto militare dalla Gran Bretagna e dalla Francia che già si erano schierate contro la schiavitù nera nel sud degli USA. La guerra che si stava combattendo era un tentativo estremo per salvare l’Unione (i 13 stati che fondarono gli USA nel 1787-90 e che, fino al 1860, comprendevano anche gli stati secessionisti del Sud) e punire il Sud per l’atto di ribellione compiuto con la secessione dal Nord. Gli altri mezzi che il Nord industrializzato mise in atto per piegare il Sud furono privare le piantagioni del Sud della forza lavoro dei neri e le varie forme di embargo che impedirono le esportazioni del cotone prodotto nelle piantagioni del sud e il rifornimento militare dei Confederali (combattenti del Sud).
Prima della Guerra il Nord aveva grossi problemi derivati dalla svalutazione della moneta e dalle crescenti carenze economiche, mentre la situazione al Sud era sicuramente più fiorente grazie alle rendite delle piantagioni di cotone portate avanti dagli schiavi neri. Al termine del conflitto (1865) il Sud era devastato: fattorie, case ed uffici in rovina; persone disperse; campi abbandonati; gente sfinita ed affamata; schiavi in libertà ma senza lavoro e piantagioni distrutte. Il vento della guerra aveva portato via tutto.
Era il momento per Lincoln per dare inizio alla redditizia Ricostruzione del Sud che prende le prime mosse dal "Piano 1/10": quando un decimo dei votanti qualificati di uno stato sudista avesse prestato giuramento di lealtà alla Costituzione, a questo sarebbe stato concesso il permesso di ripristinare forme di governo locale e chiederne il riconoscimento del governo federale. Solo a quel punto il presidente avrebbe dispensato il perdono e ripristinato i pieni diritti.
Lincoln venne assassinato nel 1865, poco dopo la fine del conflitto e il suo successore, Andrew Johnson continuò la sua politica: nel 1871 tutti gli stati erano tornati a far parte del governo federale.
Nel marzo del 1867 il Congresso emanò una legge secondo la quale il Sud veniva suddiviso in cinque distretti militari, ciascuno comandato da un generale dell’esercito federale. Sotto la presidenza del generale Grant (presidente USA dal 1869 al 1877) arrampicatori politici del nord invasero il sud occupando i posti chiave e controllando quasi completamente l’apparato politico. Questi vennero aiutati dai collaborazionisti del sud che tentavano, in tale modo, di approfittare economicamente e socialmente della Ricostruzione: in questo periodo divennero abitudine comune la compravendita e le nuove concessioni di voto.
Nel 1877 R. B. Hayes, il nuovo presidente degli USA, richiamò indietro le ultime guarnigioni militari dal Sud provocando il crollo totale di quel precario e fallace sistema economico. La Ricostruzione era ufficialmente finita, ma il fallimento politico, sociale ed economico di questa era sotto gli occhi di tutti.
Perché quest’opera
In un percorso di studio degli USA visti in tensione tra tradizione e trasgressione, Via col Vento ci è parso un romanzo emblematico sia per i valori di cui narra, sia per la risonanza che ha avuto già dalla sua pubblicazione avvenuta in un periodo storico-sociale contraddittorio: gli anni Trenta.
In particolare la sua eroina, Scarlett, sembra essere la sintesi estrema di quello che è il fenomeno della contemporanea presenza di tradizione e trasgressione che, lungi dall’essere ossimorica, è invece caratterizzante gli Stati Uniti, in particolare quelli del New Deal del presidente Roosevelt. Scarlett (in italiano "Rossella") è una donna del sud, affascinante e di una strana bellezza, giovane e fiera delle sue antiche origini e tradizioni irlandesi che la fanno sentire indissolubilmente legata alla sua terra, Tara, dove la sua famiglia possiede una grande piantagione di cotone. L’unico legame realmente indissolubile per Scarlett è la terra, quel richiamo alle origini, alla sicurezza confortante delle tradizioni che mai la tradirà e che la guiderà in tutte le sue azioni, anche quelle meno lecite. Scarlett ci apprirà presto, dunque, una donna calcolatrice e spregiudicata che spesso non sembra in linea con il codice d’onore della famiglia tradizionalista da cui proviene. E’ una donna "rossa", così chiamata per ricordare la nonna, ma che – evidentemente – già dalla nascita, con quel nome, era stata predestinata a scandalizzare pur di mantenere la tradizione: una "scarlet woman" nella lingua inglese non è certo un modello di comportamento e più che mai quell’attributo "rosso" mette in guardia il lettore americano degli anni Trenta, presto preso dello sconcerto che il rosso immancabilmente gli provoca dopo la prima ondata di "Red Scare". Del resto, come non pensare a quanto sia stata scandalosa la condotta di Hester Prynne tanto da meritare proprio una "lettera scarlatta" cucita sul petto ed essere così esposta alla pubblica gogna?
Antagonista per eccellenza di Scarlett è Melanie (la donna che sposerà Ashley l’uomo che Scarlett crede di amare alla follia), personaggio docile, dolce e apparentemente debole. Il suo nome ci introduce ad uno dei temi portanti dell’opera, cioè "il nero" e Melanie sintetizza in sé la coesistenza possibile tra bianco e nero. Anche lei è il Sud, quello che, però, muore presto: Melanie, infatti, morirà dando alla luce un figlio ed è quindi il Sud che muore nel tentativo di far continuare a vivere i suoi eredi. Ritratta dalla Mitchell sempre come pallida e delicata, in quel nome portava dentro la morte che prematuramente la coglierà nel romanzo.
Negli anni Trenta Via col Vento è piaciuto subito perché romanzo della cultura di massa, ossia di evasione dall’impegno intellettuale e sentito come necessario tanto più in un paese e in un momento storico particolare in cui l’etica è fortissima e altrettanto forte è il bisogno di evaderne. Il romanzo incarna perfettamente tale dialettica di contrasto di "repressione-gioco" e di "controllo-emozione". In un paese dalla cultura e dall’economia capitaliste il momento ludico puro è pressoché sconosciuto perché percepito come distrattivo dalle attività produttive e, dunque, inquietante. Ma se affidato a categorie "minori", non predominanti, come le donne, i bambini e i neri, ecco che il gioco e l’evasione appaiono meno preoccupanti. Via col Vento è un romanzo tenuto insieme, infatti, da donne, neri e - non sono di poca importanza per l’evolversi della storia - i bambini. Sui quei protagonisti del romanzo si proietta immediatamente l’invidia per la loro trasgressività e, al tempo stesso, il timore perché "diversi": tutti oggetti del desiderio e al centro dell’immaginario temuto. Questo processo di proiezione produce anche altri meccanismi e che riguardano in particolare il rapporto tra in Nord e il Sud degli USA: se è vero che il vincitore trasferisce sul perdente tutto ciò a cui ha dovuto rinunciare per vincere, Via col Vento incarna la vera storia del rapporto conflittuale tra Nord e Sud. Dopo la Guerra nel Nord nasce una sorta di mito del Sud in cui questo viene ridicolizzato per aver perso, per l’indolenza dovuta al clima caldo, per il mondo non conflittuale che rappresentava, per la sua eleganza dei modi, per il suo sentimentalismo, per il rapporto interpersonale "squilibrato" - agli occhi del Nord - tra padrone e schiavo, tra bianco e nero.
Via col Vento è un romanzo che descrive il Sud come un mondo senza crisi e dopo la Crisi del ’29 c’è negli USA un bisogno fortissimo di qualcosa di socialmente rassicurante, di garanzie. Sono gli anni Trenta (prolifici come non mai nella letteratura americana), anni duri, di sacrifici e paure per gli americani; anni in cui M. Mitchell fa riscoprire agli Americani i valori simbolici e mitici del Sud ormai passato. Il romanzo ha un grande impatto negli anni in cui uscì perché affronta una crisi profonda e riesce molto bene in due azioni: a parlare al Nord mostrandogli l’esistenza (passata) di un mondo in cui le preoccupazioni industriali non esistono; fa capire al Sud quanta ragione questo avesse nella Guerra. E il Sud perdente si trova ad insegnare una lezione profonda e toccante al Nord vincitore.
Con Via col Vento non possiamo che provare tutti nostalgia per il Sud, il Nord non può che provare senso di colpa e la somma di questo non può che essere il sentimento di ingiustizia provato per la morte dell’innocente. Il massacro del Sud innocente è efficacemente simboleggiato dal sacrificio di Ashley che, pur sapendo di perdere e che verrà portato via dal vento, combatte ugualmente. Del resto è l’unico riscatto per quel personaggio debole e "grigio come la cenere", come già il suo nome ci fa intuire. Ashley è il modo estremo ed eroico di prender parte ad una causa già persa in partenza, Rhett, invece, combatte senza mostrarsi apertamente e, comunque, resta sempre al fianco di Scarlett, suo vero alter ego: se lei, infatti, è "scarlatta", l’altro è "rosso" (= red), come a dire che sono due aspetti dello stesso colore, dunque, uguali. A consolidare la vicinanza di Capitan Butler a Scarlett, c’è da aggiungere che il nome Rhett deriva dalle lingue germaniche e significa "consiglio": esattamente ciò che egli costantemente rappresenta per lei.
Ma il vero elemento legante del romanzo è senz’altro Scarlett, una donna che ha il coraggio di rimanere in piedi anche quando tutti i valori del Sud sono stati "spazzati via" e che riesce, malgrado tutto e a costo di ogni sorta di sacrificio e compromesso, a mantenere insieme i pezzi di quel mondo offrendo una speranza finale rassicurante più che mai: "After all, to-morrow is another day". Una donna che nel nome del Sud si comporta come una vera capitalista del Nord, legittimando gli uni e gli altri, rassicurandoli entrambi, appassionando e conquistando i due antagonisti, mettendoli, finalmente, d’accordo. Scarlett incarna la piantagione e il capitale: dopo il ’29 entrambi, ormai, "gone with the wind".
I valori che questo Sud affascinante presenta sono assoluti, antichi, quasi mitici e toccano le corde della nostalgia di un passato che tutti necessariamente hanno. I valori della terra e della lotta per la libertà (non dimentichiamo che Scarlett ha origini in quell’Irlanda che da secoli lotta per la propria libertà contro l’arrogante dominio inglese) diventano profondi ed universali: diventano, quindi, mito e in questo tutti si riconoscono. Tutto si fa per difendere quelle tradizioni, perfino ricorrere (e giustificare) al Ku Klux Klan.
Miti e valori di quel Sud idilliaco annullano, di fatto, ogni conflittualità, perfino quella tra bianchi e neri: qui il rapporto coi neri è basato sulla dolcezza, sull’affetto, sulla preoccupazione che il padrone ha per il proprio schiavo e che da questo è ricambiato con intensa emozione. Mammy è la vera madre di Scarlett, se per maternità intendiamo sentimento ed affetto. Ellen, la madre, è, invece, disciplina ed autocontrollo. Mammy è grassa, come un elefante, e come questo ha il compito di ricordare: le buone tradizioni e i valori. I neri nel romanzo sono pacifici e selvaggi (parlano male l’inglese), ma non costituiscono una minaccia perché la loro "animalità" è tenuta a bada dal padrone grazie ad un legame di tipo affettivo.
Scarlett, come la tradizione vuole, deve trovarsi un buon partito e il suo corpo è costretto (come nella memorabile scena del corpetto stretto) ad una vendita il più redditizia possibile. Ma lei riuscirà a spezzare questo tabù arrivando a rubare, imbrogliare, rubare mariti: tuttavia non sarà punita perché tutto è compiuto nel nome della "terra". Il comportamento di Scarlett ci mette innanzi ad un altro dei temi portanti del romanzo, ossia il denaro, per ottenere il quale tutto è lecito. Terra, denaro e proprietà sostanziano la vita che da questi elementi deriva. Negli anni Trenta il denaro è più che mai importante e Via col Vento è vincente perché in linea con una filosofia della crisi che si sviluppa proprio in quel periodo secondo cui per denaro è lecito fare tutto, e secondo cui durante la crisi cadono i meccanismi tradizionali. Quindi, pur di sopravvivere, va bene perfino che le ruote del potere siano mosse dalle donne.